L’importanza di chiamarsi Franco

Oggi voglio raccontare una storia, una storia vera, e per farlo ho scelto un titolo che rappresentasse per me l’importanza dell’autenticità. The importance of being Earnest, tradotto in italiano come L’importanza di chiamarsi Franco o anche L’importanza di essere onesto, è il titolo di una commedia di Oscar Wilde, apparentemente frivola, che in realtà cela un attacco all’ipocrisia e ai moralismi della borghesia dell’epoca. Oggi, per me, Franco non è solo un personaggio frutto della fantasia di un autore, ma racchiude in sé tutta la carica istintuale che ci porta a lottare per essere veri e autentici, per sopravvivere con dignità, per abbracciare con spontaneità tutto il nostro abitarci.

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La solitudine degli animi disgiunti

Cosa mi ha portato questa quarantena? Dopo un po’ di tempo di assenza da questo foglio virtuale, ora che si avvicina il fatidico momento della semilibertà, passo in rassegna i pensieri prevalenti in questi cinquantatré giorni di clausura. Il silenzio, la quiete, l’immobilismo cosmico, la solitudine: tutte sensazioni apprezzabilissime e che, dalla notte dei tempi, contribuiscono a nutrire l’animo umano di autocoscienza e profonda serenità. Penso ai monaci, agli eremiti, a tutti coloro che hanno fatto di questo credo la loro ragione di vita imparando a conviverci, cosa che a noi comuni mortali sembra così difficile in questo momento. Ho toccato con mano l’importanza di avere un equilibrio sano con sé stessi e con il proprio modo di vivere l’abitudinarietà, poi il ruolo fondamentale degli affetti nella vita umana.

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“Be what you are and learn to resign with a good grace all that you are not” Henri-Frédéric Amiel

Negli ultimi anni il transessualismo è diventato un’ossessione culturale e in tutto il mondo la comunità trans sta cercando di ottenere un riconoscimento legale del nuovo sesso attraverso corti e parlamenti. L’identità di genere è un aspetto così intimo, intrinseco e fondamentale nelle nostre vite che è difficile, per coloro la cui identità di genere coincide con il corpo sessuato, capire come si possa maturare il desiderio di cambiarlo. Le persone trans sono alla ricerca di un modo per presentare la propria identità di genere tale che il resto del mondo capisca chi siano.

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Libertà alla vita, libertà della vita.

Il 25 novembre ci invita a riflettere su uno dei più grandi problemi che affligge la nostra società contemporanea: quello della violenza. Una violenza di genere, praticata principalmente sulla sfera del femminile.

Abitiamo e perpetuiamo una cultura che si fonda sull’idea che la donna sia nata dalla costola di un uomo. Una sorta di appendice, di arto, di opposto, grazie a cui identificarsi come Essere Primo da cui nacque la vita, dopo Dio.

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Lo stratagemma del maschio/femmina

“I didn’t know exactly what it was but there was a sense of things being awry, being different.”

Sally Gross

Alla nascita di un neonato, generalmente, viene posta ai medici la fatidica domanda: “È maschio o femmina?”, attendendo una risposta determinata e univoca. La realtà, di cui si parla ancora molto poco (le società occidentali sono in prima fila nelle operazioni sui neonati per la riassegnazione del sesso), è che le persone che nascono con tratti intersessuali rappresentano una percentuale che si aggira tra lo 0,5% e l’1,7% della popolazione mondiale.

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L’amore è indefinibile, eppure infinitamente aggettivabile

La scossa fondamentale che diede vita a questo progetto fu l’amore. L’insita, intima e indomabile necessità di parlare all’amore, quello multiforme e che sovente soffre di crisi d’identità; parlare dell’amore, quello senza forma né sagoma, né consistenza di contenuto se non quella che solo il cuore di ogni singolo individuo è in grado di conferirgli. Ci chiediamo mai cos’è l’amore?

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Lo meyor de este vida es gratis

È arrivata in fretta l’ultima sorsata del bicchiere, e mi trovo qui, faccia a faccia con il rio de la Plata, a lasciare per l’ultima volta che i miei occhi siano catturati da questa città. Così le parole affogano nelle sue acque torbide alla ricerca della corrente che le riporti a casa, a fluire nell’oceano. Cercando l’ordine prestabilito del caos, il pezzo mancante del blu del mare in un puzzle da mille pezzi, la domanda gemella della risposta che non esiste. Siamo alla resa dei conti, quando si avvicina lo spannung di un racconto ricco di suspance. Sembrano gli ultimi cento metri di salita prima di poter ammirare un panorama mozzafiato a quattromila metri di altitudine, e mi sento un perenne lillipuziano della vita. Perché in fondo credo che, per quanto le esperienze possano darci scariche di emozioni notevoli mentre le viviamo, è solo alla fine che siamo in grado di metabolizzare la comprensione, di fare un bilancio delle entrate del cuore.

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Mi nombre es Carolina y Elvis

Onnipresente e silenziosa è l’ordinaria consuetudine alla sessualizzazione dell’esistenza. Non c’è momento della nostra vita sociale in cui la categorizzazione prescinda dal binarismo maschio/femmina. Questo si traduce consequenzialmente in una serie di norme legate a uno dei due sessi, che ci rendono identificabili come uomini o donne. Si tratta di una strategia che dovrebbe semplificare la comprensione della complessità circostante, oltre che garantire una certa misura di controllo sociale.

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La transculturazione del sesso

Capita spesso di osservare le cose in movimento essendo noi stessi colti dall’evolversi delle cose e lo scorcio che ci si pone davanti possiede visuale ridotta. Per osservare il cambiamento, però, è necessario partire da un punto fermo che ci consenta di osservare la totalità dell’istante, prendendo in considerazione il suo continuum.

Quando si parla di sessualità, è facile essere indotti all’avere visioni semplicistiche che ci portano a definire e giudicare un fatto sulla base del passato più prossimo a noi, o dell’esperienza che ne facciamo quotidianamente.

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Nunca te olvides de luchar

È sempre fuorviante parlare di America Latina come se fosse un unico paese ricco di similitudini. Il senso comune ci porta a pensarlo come un continente generalmente LGBT friendly e, spesso, meta prediletta del turismo gay e trans. Specialmente quando si parla di paesi come Brasile e Argentina, è necessario valutare la differenza tra il teorico e il reale tenendo in considerazione la diversità dei contesti.

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