L’importanza di chiamarsi Franco

Oggi voglio raccontare una storia, una storia vera, e per farlo ho scelto un titolo che rappresentasse per me l’importanza dell’autenticità. The importance of being Earnest, tradotto in italiano come L’importanza di chiamarsi Franco o anche L’importanza di essere onesto, è il titolo di una commedia di Oscar Wilde, apparentemente frivola, che in realtà cela un attacco all’ipocrisia e ai moralismi della borghesia dell’epoca. Oggi, per me, Franco non è solo un personaggio frutto della fantasia di un autore, ma racchiude in sé tutta la carica istintuale che ci porta a lottare per essere veri e autentici, per sopravvivere con dignità, per abbracciare con spontaneità tutto il nostro abitarci.

Rispettare la diversità significa lasciare a ognuno lo spazio d’espressione necessario all’esercizio di sé stessi. Sì, perché in fondo siamo solo il frutto di tentativi, a volte andati bene, a volte meno.
Siamo significante e significato, contenente e contenuto, corpo e materia, siamo insieme l’estetica e l’estatica di una semiosi in perenne mutamento, portatori instancabili di segni e messaggi di senso. È in questa grande responsabilità, e potere al tempo stesso, che non possiamo tradirci, né divenire la nostra stessa negazione.
In alcuni casi, però, serve più coraggio per essere, e per raccontarlo. “E in questa cosa non si deve essere tirchi, perché una è più autentica, quanto più somiglia all’idea che ha sognato di sé stessa.” [Agrado, Tutto su mia madre, Almodovar]
Tristan ha ventisei anni e per i suoi primi ventitré è stata Valentina. Tristan è un ragazzo eterosessuale, Valentina una ragazza lesbica. Da un anno Tristan ha iniziato il suo percorso verso sé stesso e il suo progressivo avvicinarsi alla versione più autentica di sé lo porta a sentirsi davvero.
Toccare con mano il fatto che il proprio corpo non sia soltanto un involucro, realizzare che credere in ciò che fai ti porta a sentire chi sei. Valentina ha sempre vissuto come minoranza, o minoranza della minoranza, ora Tristan si chiede: cosa significa essere uomo, senza passare per l’”essere ragazzo”?
“Se riesci a superare i muri hai più rispetto per te stesso. È un esercizio continuo, un coming out continuo, in cui mi confronto e faccio valere la mia decisione.”
Valentina riusciva a vedere il bello solo fuori da sé, Tristan riesce finalmente a trovarlo dentro di sé.
Tristan ha ventisei anni e per i suoi primi ventitré è stata Valentina, e non c’è nulla di più vero in tutto questo.
Ti sei mai tolto la maglietta per andare a fare un bagno? O corso a petto nudo nel parco quando fuori è troppo caldo? O comprato una classica t-shirt bianca?
Se la risposta è sì, scommetto che non hai mai pensato al fatto che tutti questi siano privilegi. E se è questo il caso, probabilmente non hai idea di quante volte io nella mia vita abbia sperato di essere così, come te.

Se vuoi fare qualcosa anche tu per Tristan: https://www.gofundme.com/f/2035wnvvlc

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